MEDITAZIONE BUDDHISTA

La meditazione è una pratica molto comune entrata a far parte della cultura occidentale, i benefici sono molteplici sia per il corpo che per la mente ma sappiamo davvero tutto sulla meditazione?!

Le tecniche della meditazione affondano le radici nel Budhismo.

Nel linguaggio classico del buddhismo, la meditazione è indicata come bhāvanā, che significa "sviluppo mentale", o dhyāna, che significa "calma mentale".

Esistono varie tipologie di Buddhismo e di conseguenza diverse scuole di pensiero sulla meditazione.

Le pratiche Buddhiste principali sono 3:

  • Samatha
  • Vipassana
  • Metta

I buddisti praticano la meditazione come parte del percorso verso la liberazione, il risveglio e il Nirvana.

Queste tecniche di meditazione però non sono assolute, anzi, sono precedute e combinate con altre pratiche che aiutano la crescita spirituale, come la moderazione morale e lo sforzo consapevole di sviluppare stati mentali sani.

Sebbene queste tecniche siano utilizzate nelle scuole buddiste, esiste anche una significativa diversità tra loro.

Nella tradizione Theravada, che si rispecchia nel buddismo primitivo, le tecniche di meditazione sono classificate come samatha (calmare la mente) e vipassana (acquisire intuizione, consapevolezza).

SAMATHA

Samatha significa "tranquillità" ed è una pratica buddista che si concentra sullo sviluppo della calma, della chiarezza e equanimità.

Le fasi iniziali di questa tecnica di meditazione sono essenzialmente non confessionali e possono essere praticate da chiunque, indipendentemente dalla loro religione.

Con una giusta guida e la coltivazione di questa pratica, si può riuscire ad ottenere la pace interiore. Combinata con la vipassana può portare poi ad un risveglio spirituale.

Samatha getta le sue radici nel Buddhismo thailandese, introdotto in Inghilterra nel 1962 da un insegnante di meditazione Thai di nome Nai Boonman.

COME PRATICARE SAMATHA

-Sedersi in una posizione di meditazione confortevole

-Tieni la schiena dritta senza essere ne troppo rigidi ne troppo rilassati

-Osservare il proprio respiro senza manipolarlo

-Mantenere la consapevolezza dell' atto senza renderlo un esercizio di mera concentrazione su di esso

-Riconoscere i pensieri che appaiono in mente senza lasciarsi coinvolgere e poi lasciarli andare.

A chi pratica la meditazione Samatha viene chiesto di focalizzarsi sul respiro lasciando fluire tutti gli altri pensieri.

VIPASSANA

Vipassana è una delle più antiche pratiche di meditazione buddista e può essere approssimativamente tradotta con il termine "intuizione" intesa come una consapevolezza profonda di quello che accade.

Questa pratica nasce in Birmania.

Nella meditazione Vipassana l'individuo è incoraggiato a usare la propria concentrazione per ottenere una vera comprensione della natura della propria realtà. L'obiettivo finale dunque è raggiungere la liberazione.

E' una tecnica meditativa molto intensa e graduale, infatti il raggiungimento della liberazione potrebbe richiedere anni!

COME PRATICARE VIPASSANA

3 fasi principali:

-Sila, rinuncia ai desideri mondani (moralità)

-Anapanasati, consapevolezza del proprio controllo o giudizio

-Vitarka, dove si nomina il processo di respirazione senza approfondire il pensiero.

Lo scopo è di creare una iper-consapevolezza di ciò che accade.

METTA

Metta vuol dire gentilezza amorevole, questa pratica riguarda l' amore in primis verso se stessi e poi verso tutte le creature dell' universo.

COME SI PRATICA METTA

Metta si pratica indirizzando pensieri amorevoli e gentili in primis verso noi stessi per poi ampliare lo spettro e coinvolgere le persone a noi più care fino ad arrivare a sconosciuti e infine a tutti gli esseri viventi.

QUANDO E' NATA LA MEDITAZIONE?

E' molto difficile rispondere a questa domanda.

La meditazione potrebbe avere la stessa età dell' umanità, infatti gli uomini di Neanderthal avevano forti capacità meditative.

Molte scuole di pensiero collocano le radici di questa pratica in Asia.

In India, infatti, sono stati ritrovati diversi documenti che parlano della meditazione che risalgono addirittura al 1500 AC.

La maggiorparte di questi documenti provengono dalle tradizioni indù della filosofia vedica.

D' altra parte, in Cina, le prime forme di meditazione sono citate fin dal III e VI secolo a.C. e collegate al taoista Laozi, un antico filosofo cinese, e ai suoi scritti.

La verità è che nessuno può dire con certezza quando sia nata.

DOVE è NATA LA MEDITAZIONE?

Proprio come il "quando", dire dove sia nata è ugualmente difficile.

Le origini si dibattono sempre tra Cina e India.

Infatti le prime testimonianze scritte le troviamo in India.

Quello che generalmente si pensa, è che sia stato il Buddha o Siddharta a inventare la meditazione, invece fu egli stesso ad aver beneficiato degli insegnamenti dai quali apprese la pratica.

Ma fu uno dei maggiori divulgatori di questa pratica, insegnandone i valori ai propri discepoli.

LA VITA DEI MONACI BUDDHISTI

Una giornata tipo di un monaco, che sia ragazzo o adulto, è davvero frenetica e rigida.

La sveglia è impostata alle 4:30, iniziano la giornata recitando il mantra per un ora, nel loro tempio.

Per preservare il loro igiene personale, si lavano in grandi vasche che circondano il tempio (già, non ci sono docce!)

Alle 6:30, a piedi scalzi, escono in fila facendo il giro del villaggio per racimolare cibo donatogli dagli abitanti.

Alle 7:30 fanno colazione con il cibo raccolto.

Per i novizi, dalle 8:30 alle 11:30 è tempo di scuola, dopo c è il pranzo, che sarà per i monaci l' ultimo pasto della giornata, infatti non possono toccare cibo fino alla colazione successiva (da qui nasce la pratica odierna del digiuno intermittente).

Dall' 1:30 fino alle 5:30 si ritorna a scuola, fino alle 7 si prega il Buddha nel tempio e poi subito a dormire.

La vita del Monaci è costellata da rigide regole ma la pace e la gioia che racchiudono dentro di loro deve essere d' esempio per tutti noi.

Durante il mio viaggio in Thailandia ho avuto la possibilità di vedere da vicino la vita che conducono i monaci, e solo guardarli e poterci scambiare due parole ha lasciato in me un grande senso di calma e gratitudine.

E voi? avete mai praticato la meditazione?

Aspetto i vostri commenti!










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